Oggi parliamo di….. il padrone, Fabio Nepi alias Evribadi.

Partiamo proprio dal nome della squadra, curioso quanto veritiero, esplicita perfettamente il suo stile. Da buon pisano pensava che si scrivesse così, ma si sa, nonostante l’Università, il livello di istruzione è quello: Evribadi sarebbe la traduzione pisana di Everybody, letteralmente TUTTI.

TUTTI perché vuol coinvolgere chiunque nel suo gioco e più giocano più si diverte, TUTTI perché ognuno deve divertirsi nel suo gioco, TUTTI perché vuol mettere in fila gli avversari e batterli TUTTI ogni giornata, TUTTI perché i migliori giocatori crede di prenderli lui, TUTTI perché gioca anche i tornei di tresette ideando il “FantaTreSette”. Insomma la squadra non poteva che chiamarsi cosi.

Storia di tradizione, storia decennale la sua.
Ma di lui ne dobbiamo parlare con una doppia veste, l’amministratore e il giocatore. Due ruoli diversi con risultati diversi.

Crea e fonda la Lega Tantovincoio, 3 anni fa, attribuendogli un nome che gli si rivolterà contro, un po’ come Bèla Guttmann a Benfica. Primo campionato a 10 squadre con dei fedelissimi compagni, riproposto anche l’anno dopo con tanto di Coppa Italia. Ma non ci sta, Evribadi, TUTTI ancora una volta, vuole espandersi, vuole sognare, vuol far le cose in grande, e nel terzo anno da origine al primo campionato di Serie B (20 partecipanti, quasi TUTTI quelli dell’anno prima ed i primi partecipanti per passaparola), la prima Champions League ed il primo Mondiale. La stagione presenterà in conclusione ben 7 competizioni più eventuali playoff e playout perché “TUTTI devono sentirsi partecipi fino all’ultima giornata del campionato e non mollare prima” (cit. F.N.). Lo spirito non gli manca ed è un frullatore di idee che non si può spengere nè staccando la spina nè tirandolo in terra e prendendolo a calci; entusiasmo travolgente e nuove idee sempre pronte (l’ultima riguarda la Coppa d’Africa purtroppo svanita e la prossima Coppa America a Giugno e chissà cosa proporrà l’anno prossimo).

E lo spirito non gli manca affatto neanche nel calcio giocato; la squadra si sintetizza con queste parole più volte lasciate alla stampa: “Io non vincerò mai (e allora perché hai dato quel nome alla Lega (ndr)), ma la gente che partecipa deve sapere che Evribadi, in un modo o nell’altro, alla fine si piazza sempre. Forse però non ha capito che non si tratta di corse di cavalli e forse ha scambiato questo gioco con il suo vecchio lavoro di terminalista all’ippodromo e siam sinceri anche la sede scelta per la squadra non lo aiuta: 3 minuti da San Rossore.
Un’altra caratteristica essenziale dell’Evribadi è quella di assomigliare a un motore diesel. Non esiste competizione in cui parta forte, gli piacciono le rimonte, gli piace il gioco difficile.
Innegabile.
Prima stagione: partenza lenta, rimonta fantastica, penultima giornata, stadio pieno, sente già l’odore del sorpasso alla capolista C.S. Riposa di Mister Berti, ma ad un tratto si ricorda che gioca in casa, e quindi non è uno stadio, ma l’ippodromo e quindi si accontenta del piazzamento: Giorgi lo gela, Berti campione, Evribadi soddisfatto e vissero tutti felici e contenti. E’ una storia che si ripete, perché l’anno successivo parte ancora una volta ad handicap (penalizzato da super Mario Gomez), ma alla fine è sempre li. Da metà campionato in poi la Lega aveva già un vincitore e TUTTI giocavano tristi per il secondo posto, meno lui. Entusiasta a poche giornate dalla fine va a giocarsi gli scontri diretti per ottenere il suo scudetto personale (il secondo posto, il miglior piazzamento), ma come in tutte le storie a lieto fine, il nostro ragazzone si piazza: 3 nella sua corsa allo scudetto, 4 posto generale, beffato fuori dai premi, ma dichiarerà: “mi son piazzato anche stavolta, meglio di cosi”. Baldanzoso però arriva convinto ed entusiasta anche alle semifinali di Coppa Italia (innegabile, arriva sempre li, puoi mettercelo già per certo): è un derby, l’unica squadra livornese contro Pisa. La tradizione anche stavolta lo sopraffà e mantiene la media piazzamento con una doppia sconfitta secca, senza attenuanti, anche in coppa. Dopo un mondiale vissuto in chiaro scuro, nonostante l’unica gara vinta (quella della fortuna del sorteggio per la scelta del 1° giocatore all’asta), nonostante Neymar, esce subito dalla competizione a testa bassa. Attualmente si trova nella serie A (perché non poteva essere altrimenti, rimontona nel campionatino dopo un’altra, l’ennesima, falsa partenza), lottando per i piani alti, ottimo turno in Champions e in lotta per il passaggio del girone in Coppa Italia. Questa è la sua parte migliore di campionato, ma ai suoi avversari diciamo di stare tranquilli, Evribadi si piazza, ma NON VINCE MAI.

Annunci

Una risposta a “Oggi parliamo di….. il padrone, Fabio Nepi alias Evribadi.

  1. Ahahah bellissimo: gran bell’articolo!!! Cmq hai sbagliato su una cosa…quest’anno volevo cambiare il nome, alla fine però ho deciso di cambiare solo il senso….non TUTTI dietro di me, ma TUTTI davanti a te…..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...